In Italia approvano le norme taglia diritti.
L’Italia è in Europa ma l’Europa è in Italia?
Un luogo virtuale in cui conservare memoria di un recente passato. Commenti ed osservazione, a volte irreverenti, sulle vicende della Valle d'Aosta e non solo. Provocazioni lanciate e subite nello stanzino della politica valdostana.
L’Italia è in Europa ma l’Europa è in Italia?
da Corriere del 19/04/2009
vedrete I CURRICULUM DEI MANAGER PUBBLICI. lA P.A. NON SIA OSPIZIO DI POLITICI TROMBATI»
Brunetta: «Col federalismo stop ai privilegi delle Regioni a statuto speciale »
«Ora tutte saranno "speciali" , e non perchè hanno più soldi delle altre»
Renato Brunetta (Lapresse)ALBA (CUNEO) - «Tra poche settimane pubblicherò i curricula di tutti i direttori generali e dei manager della pubblica amministrazione». L'annuncio è del ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta, intervenuto ad Alba alla presentazione del candidato sindaco Carlo Castellengo. «Lo farò -ha annunciato il ministro fra gli appalusi del pubblico- come ho pubblicato i nomi, i cognomi e le remunerazioni di tutti gli amministratori delle public utilities, le ex municipalizzate che a volte sono aree di grande efficienza ma a volte barconi per trombati». Ricordando che già sono stati pubblicati 27mila nomi e che saliranno nelle prossime settimane, Brunetta ha concluso: «Li pubblicherò tutti non per demonizzare qualcuno ma per trasparenza. Se uno è un bravo amministratore, produce bene e fa efficienza è giusto che sia pagato, ma la pubblica amministrazione non deve essere un ospizio per trombati della politica».
«FINE PRIVILEGI REGIONI STATUTO SPECIALI» - «Basta con le Regioni a statuto speciale» ha anche detto Brunetta, commentando le critiche del sindacato valdostano Savt-Ecole sulla legge Gelmini e sulla legge Brunetta. «Tutte le Regioni italiane - ha precisato - saranno speciali, non ci saranno più privilegi». «Le Regioni a Statuto speciale - ha affermato Brunetta - sono istituzioni della Repubblica che per 50-60 anni hanno chi bene chi meno bene goduto di un vantaggio finanziario. Molti l'hanno usato bene, altri meno bene. Con il federalismo e il federalismo fiscale che stiamo realizzando avremo tutte regioni a statuto speciale. Si giocherà non più sui trasferimenti maggiori, ma sull'efficienza, la qualità, la trasparenza, la produttività. E saremo tutti un po' più equi. Che nessuno - ha aggiunto - strilli alla lesa autonomia, non si tratta di questo. Si tratta solo di redistribuire meglio le risorse della collettività».
«QUELLO É UN FEDERALISMO EGOISTICO» - «Il sindacato Savt-Ecole ha detto oggi che per il prossimo anno ci sarà un incremento nella regione di 30 posti per gli insegnanti e «non il taglio di organici come avviene purtroppo nel resto del territorio nazionale in applicazione della legge Gelmini e della legge Brunetta». «Mi sono arrabbiato - ha sottolineato Brunetta - perchè è troppo facile aumentare gli insegnanti con i soldi degli altri. La Valle d'Aosta è una regione piccola, che riceve dallo Stato cinque volte le risorse delle altre. Questo è ciò che io chiamo federalismo bastardo: è troppo facile nascondersi dietro all'autonomia per sprecare le risorse». Secondo Brunetta, «federalismo non vuole dire avere la spesa facile, ma esercitare responsabilità e trasparenza». «L'attuale federalismo egoista di matrice post bellica - ha rimarcato - è finito. D'ora in poi dovrà esserci un federalismo nel quale tutte le Regioni siano speciali, e non perchè hanno più soldi delle altre. Credo che in Italia non dobbiamo più avere figli e figliastri, cicale e formiche, con i soldi che vanno sempre solo alle cicale. È stato così per 50 anni, ora è una storia finita: il federalismo che stiamo costruendo sarà un federalismo della convergenza e della responsabilità».
Ahi, ahi .......... gli "apparentati" sono come le scarpe più sono piccoli più fanno male!
Politici trombati? Jamais chez-nous, risorse da non disperdere!
da 12vda.it
00:23 EUROPEE: VAL D'AOSTA,UV FAVOREVOLE AD APPARENTAMENTO CON PDL
(ANSA) - QUART (AOSTA), 8 APR - Con 14 voti contrari, sei astensioni e 90 voti favorevoli il Conseil federal dell'Union Valdotaine ha approvato un documento per portare avanti le trattative con il Pdl per un "apparentamento" alle prossime elezioni europee. La riunione si è svolta al Villair di Quart e si è conclusa poco prima di mezzanotte. Il 'parlamentino' dell'Uv, dopo un acceso e serrato confronto, ha quindi affidato al Comité federal il mandato per proseguire i colloqui con il Pdl. "E' stata una chiara scelta di identificazione con l'elettorato valdostano" ha commentato il presidente del movimento, Ego Perron, che ai delegati aveva detto: "Proponiamo una soluzione per avere un rappresentante al Parlamento Europeo. Non abbiamo mendicato nulla, non abbiamo negato la nostra storia né i nostri principi, così come non vogliamo rinunciare a radici, storia e passato". Non a favore dell'accordo con il Pdl si sono dichiarati l'assessore regionale Laurent Vierin, gli ex presidenti della Regione Dino Vierin e Luciano Caveri, il sindaco di Aosta, Guido Grimod, mentre a favore si sono espressi l'attuale presidente della Regione, Augusto Rollandin ("E' un accordo politico solo per le europee, se corriamo da soli non ci sono speranze mentre se stringiamo un'alleanza possiamo puntare a un risultato positivo"), il presidente del Consiglio comunale di Aosta, Renato Favre, e il vice-presidente del movimento, Ugo Voyat. (ANSA).
(ANSA) - AOSTA, 8 APR - Tre ore di acceso dibattito per decidere di proporre al Pdl un accordo elettorale per un 'apparentamento' alle prossime elezioni europee. Il Conseil federal dell'Union valdotaine ha approvato ieri sera, a grande maggioranza, il documento presentato dal presidente Ego Perron e modificato durante l'assemblea (no ad un candidato nella lista Pdl e sì all'apparentamento). In oltre 60 anni di storia il movimento autonomista valdostano non aveva mai stretto alleanze con partiti di destra né aveva mai invitato Alleanza nazionale ai suoi congressi. "In quest'assemblea ho sentito critiche - ha tuonato davanti ai delegati Perron - ma non soluzioni. Noi abbiamo lavorato in condizioni difficili per individuare un percorso che ci possa permettere di eleggere un rappresentante a Bruxelles. Senza mendicare nulla e senza negare la nostra storia, i nostri principi, il nostri patrimonio culturale". Favorevole anche il presidente della Regione Valle d'Aosta, Augusto Rollandin, secondo il quale "questo è un accordo politico solo per le elezioni europee". "Se corriamo da soli non abbiamo possibilità - ha spiegato alla platea - altrimenti c'é l'opportunità di ottenere un rappresentante. Per noi destra o sinistra è la stessa cosa". Il Conseil ha così dato mandato al Comité federal di portare avanti nei prossimi giorni le trattative con il Pdl per raggiungere un accordo. (ANSA).
Il bipolarismo non poteva continuare a fermarsi a Pont-Saint-Martin, la scelta del Comité federal dell’UV è una scelta di campo. Tentare di occultarla sotto le mentite spoglie di una soluzione tecnica per assicurarsi maggiori chances di eleggere un eurodeputato è una meschina mistificazione.
Le chances rimangono basse o per meglio dire nulle, nel 2004 l’ultimo degli eletti nella lista di Forza Italia prese più di 49.000 preferenze, nella lista di Alleanza Nazionale più di 66.000, la prima dei non eletti in Forza Italia dopo tutte le dimissioni per incompatibilità e le scelte dei big
risultava Iva Zanicchi con quasi 35.000; i consensi raggranellati da Guido Grimod furono
21.157!
La caccia alle preferenze personali nel PDL sarà forte perché le due anime FI e AN avranno la possibilità di marcare il loro peso specifico all’interno del neonato partito e di farlo valere nei costituendi organismi interni, quindi oltre all'interesse personale di farsi eleggere i candidati di punta avranno il supporto degli apparati dei due partiti originari.Non era una scelta obbligata, oltre all’ipotesi Lega Nord, tramontata improvvisamente e senza una vera spiegazione del perché, esisteva anche la sponda UDC che partecipa in regione ad uno dei movimenti della maggioranza, la Stelle Alpina. L’UDC avrebbe permesso all’UV di continuare
nel "nì gauche, nì droite", non sarebbe stato un matrimonio di amore, probabilmente gradito alla
parte ultra-cattolica degli amici del Senatore
Fosson e comunque meno lacerante della opzione PDL.
L’offerta del PD non era stata scartata a priori nel precedente Comité solo per ragioni di opportunità, una sorta di bluff per non dichiarare immediatamente la scelta di campo, per non creare troppe difficoltà alla giunta comunale di Aosta e agevolare l’autolesionismo del centrosinistra regionale che si presenterà una volta di più diviso.Nel quadro attuale diventa evidente che la possibilità che un parlamentare europeo sia valdostano si avvicina allo zero assoluto. Il prossimo test elettorale diventa quindi strategico per altri scenari: la possibilità di imbarcare definitivamente il PDL nella maggioranza regionale e di conseguenza la costruzione delle prossime alleanze per le comunali, in particolare per la città di Aosta.
Un buon risultato alle europee per la lista o il candidato UV sarebbe il nulla osta alla virata a destra, come a dire prendiamo atto che il vento tira in quella direzione e per evitare che ci taglino troppo le unghie facciamo buon viso a cattivo gioco.
Nel ventennio anche la Valle d’Aosta partecipò al periodo del "consenso".
Rimangono coloro per cui, ce ne scuserà il Presidente Rollandin, destra e sinistra non sono la stessa cosa, credo anche per quelli con tessera rossonera che non dimenticano contro chi combatterono i padri della nostra autonomia e della nostra libertà .
Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”. Norberto Bobbio
Nessun commento:
Posta un commento